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Sicurezza e salute

La nuova direttiva amianto: Tutto quello che c’è da sapere.

Tabella dei contenuti

Il 22 novembre 2023 è stata pubblicata in Gazzetta Europea la nuova direttiva amianto del Parlamento europeo e del Consiglio europeo. Qui è visibile la direttiva completa per ulteriori approfondimenti.

Si tratta della direttiva UE 2023/2668 che andrà a modificare la direttiva 2009/148 CE per garantire una maggiore protezione ai lavoratori esposti al rischio di amianto. Qual è il contenuto della norma? E quando entrerà in vigore? Oggi con IngegnoSi chiariremo questi aspetti.

La nuova direttiva amianto: le nuove misure di sicurezza.

L’amianto, un materiale in passato largamente utilizzato per le sue proprietà isolanti, rappresenta oggi una grave minaccia per la salute di lavoratori e cittadini.

Infatti, il 78% dei tumori professionali riconosciuti nell’Unione Europea sono legati all’esposizione all’amianto. Durante lavori di ristrutturazione, in particolare, quando le fibre di amianto vengono rilasciate e inalate, costituiscono una seria minaccia per la salute dei lavoratori.

Per contrastare questo pericolo, la nuova direttiva amianto introduce diverse misure volte a tutelare la salute dei lavoratori. In particolare, entro i prossimi 6 anni, saranno introdotti sistemi di microscopia elettronica per la misurazione delle fibre di amianto, garantendo una maggiore precisione e accuratezza nel rilevamento di questo materiale nocivo.

Ogni paese avrà la facoltà di scegliere tra due metodi di conteggio delle fibre di amianto:

  • Conteggio delle fibre di amianto ultrasottili (larghezza inferiore a 0,2 micrometri) con un limite di 0,01 fibre/cm3.
  • Conteggio delle fibre di amianto (lunghezza superiore a 5 micrometri e larghezza inferiore a 3 micrometri) con un limite di 0,002 fibre/cm3.
Direttiva UE 2023/2668

La direttiva UE 2023/2668: Cosa cambia a livello operativo?

Le procedure operative nei cantieri di bonifica e nelle altre attività con l’amianto saranno modificate per tutelare maggiormente la sicurezza di lavoratori e cittadini.

I lavoratori impegnati a operare sull’amianto dovranno seguire specifici criteri di formazione per acquisire le conoscenze e le competenze necessarie per svolgere il proprio lavoro in modo sicuro.

Sarà obbligatoria la certificazione della presenza di amianto negli stabili sottoposti a lavorazioni di demolizione, manutenzione e ristrutturazione.

Attraverso la nuova direttiva amianto sarà istituito un registro di tutti i casi di malattie professionali correlate all’amianto per monitorare l’incidenza di queste patologie e per migliorare le strategie di prevenzione.

Oltre alle già note asbestosi, mesotelioma, cancro del polmone e cancro gastrointestinale, il registro includerà anche il cancro della laringe, il cancro delle ovaie e le malattie pleuriche non maligne.

L’obiettivo di queste misure è quello di proteggere la salute di tutti e di rendere gli ambienti di lavoro più sicuri. Dunque, la direttiva UE 2023/2668 intende inasprire la legislazione dell’UE a maggior tutela dei lavoratori dai rischi dell’amianto e rappresenta un impegno profuso alla lotta contro l’amianto garantendo più sicurezza e protezione ai lavoratori.

Alcune linee guida da seguire della nuova direttiva amianto

La direttiva è entrata  in vigore il 20 dicembre 2023 e dovrà essere recepita dagli Stati Membri entro il 21 dicembre 2025.

Fino al 20 dicembre 2029, i datori di lavoro provvedono affinché nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto in sospensione nell’aria superiore a 0,01 fibre per cm3, misurata in rapporto a una media ponderata nel tempo (TWA) di 8 ore.

Entro il 21 dicembre 2029, i datori di lavoro provvedono affinché nessun lavoratore sia esposto a una concentrazione di amianto in sospensione nell’aria superiore a:

  • 0,01 fibre per cm3, misurata in rapporto a una TWA di 8 ore (considerate fibre di larghezza inferiore a 0,2 micrometri dal 21.12.2029);

    oppure:

  • 0,002 fibre per cm3, misurata in rapporto a una TWA di 8 ore.

Nel caso in cui vengono superati i limiti stabiliti o se prima dei lavori verranno sprigionate polveri di amianto tali attività verranno interrotte. Dovrà essere indicata la causa del superamento dell’amianto in rapporto all’aria e adottare tempestivamente misure appropriate per porre rimedio alla situazione di pericolo.

Consiglio europeo sulla direttiva amianto

Le imprese che intendono svolgere lavori di demolizione o rimozione dell’amianto devono ottenere un’autorizzazione preventiva dall’autorità competente prima dell’avvio dei lavori. A tale scopo, sulla base della nuova direttiva amianto devono fornire a quest’ultima almeno la prova di conformità e i certificati che attestano il completamento della formazione.

Entro il 31 dicembre 2028, la Commissione valuta la fattibilità di ulteriori riduzioni dei limiti consentiti, prendendo in considerazione le relazioni degli Stati membri, le prove scientifiche disponibili, gli sviluppi tecnologici e il rapporto tra i nuovi metodi analitici e i valori limite numerici.

Considerazioni finali

La nuova direttiva amianto intende proteggere ulteriormente i lavoratori esposti al rischio di inalare tale sostanza nociva dato che il 78% dei tumori professionali riconosciuti nell’Unione Europea sono legati all’esposizione all’amianto.

Abbiamo visto come tale direttiva abbia aggiornato alcune procedure operative durante il lavoro che prevedono la formazione più approfondita degli operatori del settore e la certificazione  della presenza di amianto, obbligatoria negli stabilimenti dove è presente tale materiale.

Inoltre, per migliorare le strategie di prevenzione sarà introdotto un registro di tutti i casi di malattie professionali correlate all’amianto. Questo servirà a capire quanto tale materiale nocivo inciderà su tali malattie.

Ogni azienda avrà a disposizione due metodi di conteggio dell’amianto a seconda che si tratti di fibre ultrasottili e fibre di amianto. Le prime saranno considerate con una larghezza inferiore a 0,2 micrometri e con un limite di 0,01 fibre/cm.3 Le fibre di amianto invece con una lunghezza superiore a 5 micrometri, larghezza inferiore a 3 micrometri e con un limite di 0,002 fibre/cm3.

Alla luce di queste novità la direttiva UE 2023/2668 sarà più stringente perché dovrà garantire più tutele ai lavoratori, prevenire il verificarsi d’incidenti e ridurre l’incidenza dei tumori per chi si espone al rischio  di amianto.

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