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Valutazione rischio
radon, sotterranei, valutazione del rischio

Rischio radon in Toscana e nei luoghi di lavoro 2023

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Quali sono le novità in materia di valutazione del rischio radon? Cosa occorre fare in azienda e nelle abitazioni? Analizziamo le ultime novità normative che riguardano il rischio radon in Toscana

Ormai sappiamo perfettamente che tutti noi siamo immersi all’interno di radiazioni di varia natura, dalle onde delle trasmissioni televisive, a quelli della telefonia, WiFi, fino alle radiazioni provenienti dallo spazio. All’interno di questa selva di radiazioni ne esistono alcune particolarmente pericolose per gli essere viventi, in quanto caratterizzate da una energia talmente elevate da essere una fonti di danno per le nostre cellule con conseguente rischio di danno e sviluppo di neoplasie di varia natura.

Tra le sorgenti di radiazione pericolose o ionizzante, ne esiste uno particolarmente sconosciuto e poco considerato, il gas radon, un particolare gas naturale presente all’interno del terreno che per sua natura rappresenta un gas innocuo, che naturalmente con lo stesso meccanismo dell’uranio, decade e si trasforma in altre sostanze effettivamente radioattività.

 

cartello rischio radon in Toscana

Il meccanismo di danno

Come può un gas che viene inalato ed espirato essere pericoloso per il nostro corpo?

Effettivamente non lo sarebbe se tutto il gas inalato fosse anche espulso dai polmoni e bronchi prima del suo decadimento. In realtà il meccanico è tale per cui il radon inalato tenda ad attaccarsi alle particelle di polveri presenti nell’aria, particelle che per loro natura possono invece restare sulle pareti dei nostri polmoni. Da qua per decadimento il radon si trasforma in due possibili atomi di Polonio il quale risulta essere radioattivo ed elettricamente carico e pertanto in grado produrre un’irraggiamento e quindi un danno ai polmoni.

L’NCI l’istituto che negli Stati Uniti è responsabile delle ricerche in tema di tumori stima che il 10% dei tumori polmonari possa essere dovuto al radon, quindi la seconda fonte di rischio dopo il fumo.

Come entra all'interno degli ambienti di lavoro e di vita il radon?

Dobbiamo considerare che il radon può trovarsi nel terreno e nelle rocce in quantità variabile in funzione dell’area geografica e delle caratteristiche stesse del terreno e delle rocce.

Il radon fuoriesce dal terreno e si disperde nell’aria aperta, ma al contrario si concentra e non si disperde nei luoghi chiusi.

Il radon tende ad entrare all’interno degli ambienti chiusi in virtù delle differenze di temperatura esistente fra interno ed esterno. Piccole differenze di pressione, crea una leggera depressione degli spazi chiusi che “aspirazione” tale gas verso l’interno.

Il radon riesce ad attraversare pavimento, pareti sfruttando canaline, tubazioni, condutture nonché la porosità dei materiali stessi.

Occorre inoltre citare come l’acqua dei pozzi possa costituire a tutti gli effetti un mezzo di trasporto per il gas radon.

Come contrastare il rischio di esposizione a radon

radon-gas-ingressi-in-casa

Occorre effettuare delle misurazioni dette campionamenti. Questi possono essere di tipo continuo o puntuale (una tantum). 

Ma occorre sempre procedere con un campionamento ambientale dell’aria?

Ovviamente no. I campionamenti sono necessarie relativamente alle aree più critiche in termici architettonici e geografici.

A livello nazionale ciascuna regione ha provveduto a creare delle mappe per individuare le aree maggiormente prioritarie. In particolare in Toscana queste mappe del 2012 sono stati riorganizzate in un documento organico che potete consultare gratuitamente a questo link.

Stessa cosa può essere individuata a livello nazionale tramite questo link all’Istituto Superiore di Sanità.

Sono state quindi realizzate mappe relative ai valori medi misurati all’interno di abitazioni e luoghi di lavoro presi a campione.

E’ possibile visivamente individuare le aree nelle quali statisticamente è stata maggiormente rilevata la presenza di radon a livello nazionale.

 

mappa-italia-radon

A livello regionale sono state condotti studi simili volti ad individuare aree e comuni maggiormente coinvolti ed interessati dal problema di emissioni di gas radon.

Di seguito riportiamo un estratto dei 13 comuni della regione Toscana maggiormente interessati, con la relativa mappa geografica dei punti più critici.

tabella-gas-radon-toscana

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mappa-Toscana-gas-radon

Come si valuta il rischio e quando occorre procedere con misurazioni?

L’attuale normativa vigente cioè il D.lgs 101/2020 impone un livello di riferimento di 300Bq/m³ per gli ambienti di lavoro. Tale livello deve quindi essere rispettato in ogni area. Occorre quindi concentrare l’attenzione dove?

Chiaramente nelle aree maggiormente critiche, quindi eventuali locali seminterrati direttamente a contatto con il terreno con almeno tre pareti, e con particolare riferimento alle aree geografiche e comunali individuate come  prioritarie secondo le mappature mostrate in precedenza.

Sono anche previste attività specifiche che risultano critiche in termini di valutazione del rischio e risultano pertanto soggette a periodici campionamenti e screening del personale a prescindere dalla localizzazione geografica degli ambienti di lavoro. In particolare si rileva tale rischio all’interno delle attività svolte negli stabilimenti termali, dove il contatto con acque provenienti dal sottosuolo è pressoché continua.

Si riporta di seguito uno schema di flowchart tramite il quale è possibile verificare la necessità o meno di procedere con approfondimenti nella valutazione del rischio.

Se hai necessità di ulteriori approfondimenti, chiarimenti o hai bisogno di analizzare la situazione per la tua azienda, contattaci e saremo lieti di poterti applicare al tuo caso la nostra esperienza.

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Ing. Lorenzo Fé

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